Mi sono innamorata, sì ma del mio migliore amico

«Norbi»

«Ahia»

«Cosa?»

«Se inizi così, con questo tono di voce, solitamente non è mai nulla di buono…»

«No, è una cosa bella! Forse la parola giusta non è “bella”, ma non è una cosa triste…però se vuoi non ti dico nulla…»

«Non volevo dire questo! Ok dai, ricominciamo. Cosa vuoi dirmi, luce dei miei occhi?»

«Sei un pagliaccio.»

«Dai scherzavo, dimmi tutto!»

«Ti posso chiedere un consiglio?»

«Certo, se no cosa ti servo?»

«A parte scroccare cibo e ambire ad abitare a casa tua?»

«Simpatica, brava.»

«Siamo pari adesso! Comunque se ti dicessi che mi sono innamorata?»

«Ma questo lo sapevo già»

«Si, ma non ti ho detto tutta la storia»

«Sarà una cosa abbastanza lunga?»

«Non troppo»

«“Quasi come Guerra e Pace, ma con l’aggiunta di tutta la saga di Harry Potter”»

«Simpaticissimo»

«Molto»

«È complicata»

«Del tipo?»

«“Mi sono innamorata, sì ma del mio migliore amico”»

«Suona bene messa così»

«Si, era per renderla più poetica»

«Ma chi è questo migliore amico?»

«Non è il mio migliore amico, è un mio amico, più collega, non so neanche come considerarlo…»

«Capisco…quindi è un tuo amico?»

«No, c’è forse…non so se posso considerarlo proprio come “amico”. Io e te ad esempio posso dire che siamo amici giusto? Ma mi viene naturale considerarti come amico.
Lui invece no, e si.
Siamo amici, ma c’è qualcosa di sbagliato nel nostro rapporto. Non so bene come spiegarlo…»

«Forse bisognerebbe iniziare dal principio…»

«Del tipo?»

«Lui…»

«Si?»

«Ci ha provato con te?»

«Bè…»

«Ti ha invitato fuori?»

«Si»

«E…?»

«Gli ho detto che ero impegnata»

«Mi sembra logico»

«In quel periodo non me la sentivo»

«È successo altro?»

«Si altri episodi, dove ho capito che gli piacevo»

«Quindi, fammi capire. Vi conoscete da un po’, lui ci ha provato, dopo poco credo, giusto?»

«Si»

«Tu l’hai gentilmente rimbalzato, e adesso tu sei innamorata di lui»

«Più o meno»

«E lui è ancora innamorato di te?»

«Non lo so Norbi…»

«Non ci ha più provato?»

«No»

«Bè, normale…nessuno ci prova più di tot volte se la risposta è sempre “no” “no, grazie” “oggi non posso” “domani neppure”»

«Che fai? Tifi per lui?»

«Non è che tifo per lui, ma capisco se si è arreso o messo in pausa ecco»

«Hai ragione…però sai, è gentile e carino con me»

«Vi scrivete spesso?»

«Abbastanza…molto»

«Giornalmente?»

«No dai…più o meno»

«Quindi?»

«Cosa?»

«Non capisco il problema»

«Che non sono sicura»

«Che gli piaci?»

«Anche…ma non sono sicura io»

«Ma se mi hai detto che sei innamorata!»

«Si, ma non sono sicura che mi piaccia…lo trovo un ragazzo fantastico! E’ gentile, educato, mi tratta sempre bene, è premuroso…ma non so se è giusto per me»

«È brutto?»

«Ma no, non è un fatto estetico, è più a livello umano…ho paura che lui sia troppo per me.
Troppo innamorato di me»

«Hai paura del troppo amore?»

«Si, perché non sono sicura. Lo so, è complicato, ma ho paura di rovinare tutto.»

«Diciamo che non è proprio una situazione semplice, ecco. Ma hai provato a parlarci?»

«Di cosa?»

«Di quanto è bello fare l’amore da Trieste in giù…di cosa secondo te?»

«Ahahah quindi, il tuo brillante consiglio è quello di andare da lui e dirgli “ehi ciao, non so come considerare il nostro rapporto, quindi non ho idea se dirti se siamo amici o cosa, ma sono innamorata di te, anche se all’inizio non ero sicura. Cosa ne pensi?”»

«Bè, più o meno…»

«Non ho parole.»

«Ma come pensi di uscire da questa situazione scusa?»

«Se lo sapessi non ti avrei chiesto nulla»

«Ho capito, ma non pensi sia utile parlarne con lui?»

«Si, bè…sarebbe utile, però c’è un grosso problema»

«E’ muto?»

«Oggi sei antipatico, ti avviso.»

«Dai, cerco di stemperare un po’»

«E’ che quando lo vedo mi blocco…c’è mi sale l’imbarazzo, l’ansia e l’emotività non mi permette di essere rilassata»

«Scusami, ti imbarazzi a vederlo?»

«Ma non sempre! Qualche volta, tipo quando vedo che è gentile con me»

«E ti imbarazzi…»

«Si, perché ho paura che faccia qualcosa»

«E tu sei innamorata»

«Anche»

«Sai che non ho idea di come aiutarti? Perché non saprei cosa e come poter risolvere questa matassa di sentimenti, emozioni. Tu sei innamorata, lui forse, poi c’è l’imbarazzo, e pure la paura dell’amore, però c’è anche l’interesse, ma non troppo, perché c’è sempre la paura di lui.»

«Eh diciamo che è quasi così…»

«L’unica soluzione è parlare. Un giorno ti metti lì, davanti un thè caldo e gli parli.
Gli racconti di come ti senti, delle tue paure e delle tue speranze. Di cosa provi per lui e di cosa ti blocca.
Non dire nulla.
Lo so, lo so non è per nulla semplice. Ma è una situazione abbastanza particolare, per così dire.
L’altra soluzione è dimenticarlo. Lasciarlo per sempre, senza motivo. È crudele, e vi fareste molto male, ma non trovo altre strade.
Vivere con questo sentimento non fa bene, né per te né forse per lui.»

«Lui come reagirebbe secondo te?»

«Eh, bella domanda. Sicuramente sarebbe sorpreso e il livello di imbarazzo sarebbe altissimo, ma credo lui capirà.
E le possibilità sono due: o ti dice “sono ancora innamorato di te” oppure ti dice che finalmente la situazione è chiara e preferisce rimanere così, amici.»

«Amici…si può rimanere amici dopo tutto questo?»

«Dipende dal rapporto che si ha. Se è abbastanza maturo, e le persone comprendono il sentimento di entrambi, l’amicizia rimane. Credo che poi possa nascere un’amicizia vera, molto più intima di quelle comuni. Si è messo il cuore sul tavolo, ed è una scelta di grande coraggio e “amore” nei confronti di chi abbiamo davanti. Quindi, per me, l’amicizia rimarrebbe, e forse ancora più forte di prima.»

«Anche se lui fosse fidanzato?»

«Perché è pure fidanzato adesso?»

«No, no, era solo un’ipotesi.»

«Ah meno male…»

«Comunque da quello che dici, in tutti i casi vinco, giusto?»

«Lo sai che non ho detto questo…tu staresti meglio, forse, probabilmente; Lui potrebbe anche spaventarsi e non capire più chi ha davanti…Guarda, ieri sera ho visto quella commedia romantica, “La verità è che non gli piaci abbastanza”…ecco, credo che questa ultima frase sia perfetta per te adesso.

“Un bel giorno incontrerai un uomo meraviglioso e anche per te ci sarà il lieto fine.” Ogni film che vediamo, ogni storia che ci viene raccontata, ci scongiura di aspettare questo: la svolta del terzo atto, la dichiarazione di amore inaspettata, l’eccezione che conferma la regola. Ma a volte siamo talmente concentrate sulla ricerca del lieto fine, che non riusciamo a interpretare i segnali, a riconoscere chi ci vuole da chi non ci vuole, chi resterà e chi andrà via. E forse nel lieto fine non è compreso un uomo meraviglioso. Forse sei tu, da sola, a rimettere insieme i pezzi e a ricominciare. Per liberarti, nell’attesa che arrivi qualcosa di meglio in futuro. Forse il lieto fine è solo… andare avanti.

O forse il lieto fine è questo: sapere che nonostante le telefonate non ricevute e il cuore infranto, nonostante tutte le figuracce e i segnali male interpretati, nonostante i pianti e gli imbarazzi, non hai mai e poi mai perso la speranza»

«Grazie. Grazie per essere così onesto con me Norbi. Lo so che era una storia troppo difficile, ma grazie di cuore.»

«Ah finiamo così?»

«Cosa volevi in più?»

«Non so, almeno un abbraccio, un “sei sempre il migliore”, “ti voglio bene”, un regalo, ecc»

«Come sei esagerato!!! Vuoi andare al cinema?»

«Se scelgo il film va bene. Sai che c’è un bel film, quasi d’amore…»

«E come si chiama?»

«“Mi sono innamorata, si ma del mio migliore amico (che però non lo è), ma non sono sicura e chiedo a Norbi”»

«Simpatico»

«Lo so, e ti voglio bene anche io!»

 

 

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