Una Favola favolosamente favolosa

«Queste sono le serate che preferisco»

«Anche io! La tisana..»

«Un bel film, il divano! Quanto è bello il divano?»

«La mia compagnia vero?»

«Assolutamente, l’avrei messa al primo posto, ma era sottointeso»

«Stai molto attento Norberto»

«Dai scherzavo, però il film è finito…»

«Quindi cosa vuoi fare? Uscire?»

«Piuttosto mi stacco un braccio a morsi»

«Risposta giusta, però è ancora presto…sai che mia mamma quando ero piccola mi raccontava una storia prima di dormire?»

«E’ un messaggio per dirmi che dobbiamo andare a letto?»

«No, era un messaggio per dirti che dovresti raccontarmi una storia»

«Ma non ne conosco, non me le ricordo mica…»

«Hai un blog, scrivi conversazioni e storielle carine, e non hai una storia da raccontare?»

«Ma niente di leggero! Poi scrivo conversazioni, come faccio a raccontare una storia fatta di dialoghi?»

«Potresti stupirmi!»

«Mi sembra un po’ esagerato. Se optiamo per una favola?»

«Va bene dai…»

«Adesso non fare la preziosa, posso raccontarti una favola o giochiamo alla Play a Battlefield, scegli»

«FAVOLA FAVOLA FAVOLA»

«Non avevo dubbi! Allora, se ricordo bene questa favola l’avevo letta…»

«Ho già sonno»

«Intanto stai calma, era per fare un breve presentazione»

«Vuoi litigare su una cosa del genere?»

«Ma no, non ho detto questo! Ah senti, inizio dai»

«Bravo»

«C’era una volta, in una terra lontana, un cavaliere. Non era né il più bello, né il più forte, era un normale cavaliere ma con una missione: era alla ricerca dell’amore vero.

Un giorno, vagando per terre sconosciute, si fermò in una locanda. Entrando si trovò davanti dei cavalieri che discutevano delle loro imprese. Uno aveva appena ucciso decine di orchi in una valle lontana, un altro aveva recuperato un tesoro antico per il suo Re. L’ultimo invece raccontava di un vecchio castello, senza difese, soldati o persone che ci abitassero.

Non c’erano neanche draghi o altri mostri da sconfiggere, ma molti cavalieri si fermavano davanti ad un cartello appeso fuori dalle mura.

“Il Castello dell’Amore Vero”

Il cavaliere, continuando nel suo racconto, disse di essere entrato e salito all’ultimo piano della torre più alta e di aver trovato solo una vecchia signora anziana che gli aveva chiesto di pazientare qualche ora per attendere l’amore vero.
Lui le disse che un vero cavaliere non ha tempo di aspettare, ha troppe vite da salvare e imprese da compiere, e se ne andò.

Finito il suo racconto, offrì da bere ai suoi due amici e se ne andarono a letto.

Il nostro cavaliere invece rimase lì, al bancone della locanda, a pensare. Era rimasto affascinato da quel castello e sembrava un segno del destino averlo trovato.

Chiese informazioni al locandiere, che gli diede subito le indicazioni per il famoso castello.

Il giorno dopo, sellò il cavallo e partì. Dopo solo qualche ora arrivò al castello e lasciò il suo cavallo davanti al cartello tanto famoso.

Salì le scale della torre più alta, entrò nella piccola stanza e si trovò davanti all’anziana signora.

“Caro, se aspetterai qualche ora incontrerai l’amore vero”

Il cavaliere accettò di aspettare e rimase nella stanza.

Passarono molte ore, ma il cavaliere non aveva perso le speranza, anche quando il sole aveva cominciato a spegnersi dietro le montagne.

Il buio arrivò e il cavaliere cominciò a dubitare della vecchia signora.

Ma quando le speranze erano quasi vane, entrò nella stanza una ragazza.

La ragazza più bella che un uomo avesse mai visto o anche solo potuto sognare.»

«Ehi, perché ti sei fermato»

«Un attimo, devo andare a bere»

«No, adesso tu stai qua e la finisci subito»

«Se mi tratti così ti lascio con questo finale aperto che mi odi per sempre, ma sarebbe giusto»

«No dai, te lo prendo io, cosa vuoi? Ti prendo il thè»

«In verità volevo…»

«Come scusa?»

«Va bene il thè»

«Fatto? Sei pronto? Dai dai»

«Ok ok, parto. Che ansia, allora…

La notte con la più bella ragazza del mondo passò velocemente, e dietro le colline si cominciavano a vedere le prime luci.
A quel punto la ragazza si rivolse al cavaliere.

“Devo dirti una cosa mio eroe. Io ho una maledizione, una brutta maledizione. Sono costretta a vivere nel mio vero corpo solo durante la notte, ma alle prime luci mi trasformo nell’essere più brutto che tu possa mai vedere.”

Il cavaliere era incredulo, era certo di aver trovato l’amore vero fino a quel punto, ma quel racconto lo gettò in un profondo sconforto.

Ma era deciso, non poteva mollare proprio adesso, dopo anni di ricerche era arrivato dove aveva sognato, e quindi chiese alla ragazza:

“Mio dolcissima ragazza, come posso salvarti da questa terribile maledizione?”

Lei con un filo di voce, indicò la luce e disse le ultime parole

“Devi scegliere, se avermi così o solo tutta la notte o solo tutto il giorno, non esiste il modo per avermi così per sempre.”

Il cavaliere cominciò a pensare. Cercava di capire se era meglio passare il resto della sua vita con il suo vero amore durante il giorno o durante la notte.

Cominciò a fare programmi, a pensare a come divertirsi con lei di giorno o di notte e cosa raccontare alle persone della sua ragazza.

Ma mentre era immerso nei suoi sogni e pensieri, la riposta fu facile…

“Mia cara, a me non importa quando tu sia bella o brutta, e non posso decidere io per te. La scelta di essere chi vuoi, quando vuoi, è solo tua. Il mio amore sarà in ogni caso uguale se non maggiore.”

Dalla stanza si emanò una luce abbagliante, e la ragazza che si stava poco a poco trasformando in un orrido mostro, svanì.

Il cavaliere disperato cominciò a urlare, a gridare.
Pensava di averla persa per sempre.

Ma dalla porta della stanza arrivò, splendente come una stella, la donna più bella del mondo.

Aveva spezzato la maledizione.

Il Vero Amore non poteva realmente esistere e compiersi se mancava la cosa che l’uomo ricerca da sempre: la libertà.
La libertà di scegliere chi essere, come si vuole vivere, e chi avere al proprio fianco, quando si vuole (o ci si sente pronti).

Fu così che il cavaliere, che si definì da lì a poco, l’uomo più felice del mondo, sposò la donna più bella del mondo.

E vissero tutti felici e contenti.»

«Come sei romantico Norbi»

«Quindi ti è piaciuta?»

«Dovrebbe essere il nuovo corto della Pixar»

«Così mi metti in imbarazzo, ma grazie»

«E te lo meriti tutto! Però non ho capito una cosa…»

«Cioè?»

«Ma chi le aveva fatto la maledizione?»

«Non lo so, non credo sia importante…»

«No, invece è fondamentale! Secondo me è la vecchia!»

«Non credo che sia la vecchia…»

«Invece si, ha qualcosa di losco! In verità anche lei era innamorata del cavaliere e voleva distrarlo e…»

«E’ una favola, non Friends. Dai ti prego, andiamo a dormire»

«Va bene va bene, ma domani mattina proseguiamo il discorso!»

«Sogni d’oro!»

«Buonanotte Norbi, e grazie per la favola!»

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