This is America: il video

Prima di iniziare a scrivere questo lungo post devo premettere diverse cose.

Non ho nessuna esperienza musicale, nessuna esperienza di videomaker o di regia, nessuna intenzione di insegnare qualunque cosa. Ho solo un gran interesse per la cultura afroamericana e di tutta la sua trasformazione negli ultimi anni.

Detto questo, ho quindi il profilo perfetto per scrivere su Rolling Stones. (scherzo, ma non troppo)

La domanda adesso sorge spontanea, perché allora scrivere una recensione su questo video?

This is America, a parere personale, è uno di quei capolavori che diventano mainstream, ma senza essere interamente capiti dal pubblico.

Non so se avete mai avuto occasione di vedere il film di Roberto Benigni “La Tigre e la Neve”; è un film splendido per come è girato, per la storia, per i luoghi, ecc ma tralasciando la parte visiva, ha al suo interno una miriade di significati e simbolismi che si può sintetizzare nella parola “capolavoro”.

Questo video è la stessa cosa.

È un ottimo prodotto: bella regia, canzone orecchiabile, ottimi ballerini…tutte cose però che si vedono nei più importanti e famosi video musicali.

Ma, al suo interno, ha tantissimi simboli che lo elevano al di sopra di qualsiasi video musicale girato negli ultimi anni.

Diciamo così: è un “capolavoro da radical-chic per un pubblico mainstream”.

Chi è Childish Gambino aka Donald Glover?

Credo che una minima premessa su chi sia il cantante di questo video sia dovuta.

Donald Glover ha 35 anni, nasce a Los Angeles ed è un artista a 360 gradi. Cantante, attore, rapper, comico, Dj, produttore, sceneggiatore e regista.

Se siete appassionati di film della Marvel l’avrete sicuramente visto in una piccola parte di Spiderman: Homecoming, quando viene bloccato da Spiderman nel parcheggio e viene “interrogato”.

Ma per conoscerlo veramente come attore vi consiglio una bellissima serie tv “Atlanta” dove Glover è protagonista, oltre che ad essere sceneggiatore, creatore e produttore esecutivo.

Questa serie tv ha vinto una miriade di premi, dove svettano due Golden Globe (mica pinzillacchere).

Per chiudere questa breve presentazione, Glover sarà Lando in Solo: a Star Wars Story.

(scusate se è poco)

Il Video

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(Link del video)

Non è un caso che per descrivere Childish ho scritto solo della sua carriera di attore. Voi direte che essendo un pezzo su un video sarebbe più che logico, ma non è questo il vero motivo.

Glover è assolutamente perfetto e non lascia nessuna smorfia, nessun passo di danza, nessun movimento o gesto al caso. È tutto pensato, realizzato con in testa un’idea chiara e precisa.

Da buon ex studente di scienze politiche/slash/sociologia ho provato a fare un esperimento sociale ai miei genitori (per chi è estraneo a queste facoltà universitarie, queste cose fanno impazzire di gioia i sociologi): li ho fatto vedere il video, e dirmi subito dopo le prime cose che li erano venute in mente. (i miei genitori non sanno l’inglese, quindi era perfetto per avere una impressione solo visiva)

Violenza, armi, apartheid (genitori con troppa cultura)

Nulla da dire, hanno centrato tutti i temi principali che nel video sono in primo piano.

Ma adesso dobbiamo scendere nel particolare.

Le smorfie che fa Glover hanno un senso? E le due catenine d’oro che ha al collo? Perché spara al gruppo gospel? La morte a cavallo dietro cosa c’entra? Perché le macchine non sono quelle di adesso?

Tante domande, tanti simboli, tanti significati.

Per rispondere a tutto andremo in ordine con le varie scene del video, analizzandole, e tralasciando per adesso il testo.

 

Smorfie, danze e violenza

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Iniziamo con questo frame.

Glover con una serie di mosse e smorfie facciali si avvicina al povero chitarrista incapucciato per poi sparagli in testa e iniziare a rappare, lasciando le melodie pop.

Vi vorrei però far concentrare su un particolare movimento.

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Ci assomigliano vero?

Quando all’inizio ho scritto che Glover non fa nulla per caso, questa è la prova. L’immagine sotto rappresenta Jim Crow.

Jump Jim Crow era una canzoncina popolare del ‎‎1832 scritta da Thomas Dartmouth Daddy Rice, un cabarettista bianco che la interpretava ‎truccato da afro-americano.‎ Da lì in poi, “Jim Crow” divenne un’espressione dispregiativa per indicare gli afro-americani e quando furono emanate, nel 1838, le leggi per la segregazione razziale presero questo nome. 

Quindi prima scena, prima smorfia, prima bordata contro l’odio razziale.

Non male come inizio.

Passiamo adesso ai balli.

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Durante il video vengono citati circa una decina di balli popolari africani, ma due sono quelli più riconoscibili e famosi: gwara gwara e shoki.

Il Gwara Gwara è diventata famosa grazie a Rihanna, che durante i Grammy del 2018 ha portato sul palco questa danza, ma ha una storia molto più lontana. E’ una danza popolare sudraficana, simbolo delle donne nere durante l’Apratheid.

Qui si nota un filo sottilissimo, ma geniale che Glover vuole mostrare.

Se vedete bene il video, i ballerini sono tutti giovani e sorridenti, e non si accorgono di quello che succede intorno.

Glover lancia un secondo messaggio: come l’entertainment oscuri la violenza che ci circonda.

(Soprattutto se si utilizzano simboli di lotte e sofferenze per il mero show business, vero Rihanna?)

 

La violenza

Se siete arrivati fino a qua, avrete capito che niente è lasciato al caso.

Neppure le scene di violenza.

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Ritornando alla prima scena, abbiamo un uomo (interpretato dall’artista Charles the 

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Second) che si siede e imbraccia una chitarra. Sembra essere il padre di Trayvon Martin, 17enne di colore ucciso a sangue freddo senza alcun motivo nel 2012, che diete al via a numerose proteste. Lo stesso ragazzo viene ricordato da un altro artista, Frank Ocean.

L’altra grande scena di violenza è quella del coro gospel.

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In quest’occasione il riferimento è al massacro di Charleston, vale a dire la sparatoria avvenuta il 17 giugno 2015 presso la Emanuel African Methodist Episcopal Church, una chiesa gospel di Charleston, nella Carolina del Sud, in cui morirono 9 persone.

Violenza e armi.

Se guardate bene dopo ogni massacro l’arma viene data a un ragazzo che ha in mano uno straccio di colore rosso.

Simboleggia l’importanza delle armi a confronto delle vite umane.

L’arma viene adagiata su un pezzo di stoffa, mentre i corpi vengono trascinati via senza troppa importanza.

 

Simboli, simboli, simboli

Per ragioni pratiche non riuscirei mai a spiegare ogni singolo simbolo, frame di questo video.

Troppo difficile per me.

Ma vorrei aggiungere velocemente altri temi che Glover tocca in This is America.

La Trap

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Un pezzo di This is America cita queste parole

Look how I’m geekin’ out (hey)
I’m so fitted (I’m so fitted, woo)
I’m on Gucci (I’m on Gucci)
I’m so pretty (yeah, yeah)
I’m gon’ get it (ayy, I’m gon’ get it)
Watch me move (blaow)

Glover attacca senza appello i suoi “colleghi” cantanti e il genere musicale più in voga oggi. Dare peso solo alle cose materiali, ai soldi, alle macchine, all’aspetto esteriore, alle marche e tralasciare e dimenticare tutte i fatti che ci circondano. Diciamo che tutta la canzone vive su questo duo: i pezzi più melodici e orecchiabili che ci ricordano un genero pop, dove il testo è fatto di frasi “dolci” e senza impegno, contro i pezzi più duri e con una base rap dove Gambino aka Glover parla di come funziona veramente l’america.

Rap vs Trap

Gambino vince senza appello.

Giovani e tecnologia 

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Questo è un tema forse un po’ tirato, ma credo sia importante citarlo.

In questo frame si vedono dei bambini con delle maschere che riprendono le violenze con i loro smartphone.

Difficile spiegare con certezza il significato, ma credo che Glover volesse sottolineare sia il rapporto che i giovani hanno con le tecnologie sia il rapporto che hanno con la violenza, 24 ore su 24.

E che non ci fa neanche effetto.

Mi dite che sbaglio vero?

Che sto esagerando?

Ok

Guardate questa scena.

suicidio

Niente?

Adesso allora riguardatela per bene concentrandovi su quello che succede nello sfondo.

Vedete quell’uomo che cade sopra la macchina?

Ecco, avete appena visto un suicidio.

Io non l’avevo mai notato, perchè ero troppo preso a guardare Gambino che ballava o la violenza in generale.

E ho tralasciato la scena più triste di tutto il video, dimenticato da tutti.

(in questo frame si nota poco, ma vi consiglio di vederlo nel video completo tra il 2:12 e 2:15)

L’Apocalisse

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Cosa molto americana, è la citazione dell’Apocalisse.

«Quando l’Agnello sciolse il primo dei sette sigilli, vidi e udii il primo dei quattro esseri viventi che gridava come con voce di tuono: «Vieni». Ed ecco mi apparve un cavallo bianco e colui che lo cavalcava aveva un arco, gli fu data una corona e poi egli uscì vittorioso per vincere ancora. »   (Apocalisse 6, 1-2)

Non c’è accordo fra i biblisti se il primo cavaliere rappresenti una forza malefica o benefica e ancor meno di quale forza si tratti, ma possiamo dire che fa il suo effetto.

Le auto

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La mia ignoranza sulle macchine è altissima, e infatti non ho trovato riscontri da nessuna parte, ma credo fortemente che la scena qua sopra simboleggi gli scontri avvenuti a Los Angeles nel 1992.

54 vittime, più di 2000 feriti.

Fu una delle più gravi rivolta mai avvenute sul suolo americano.

Altri simboli

I pantaloni di Glover che sono identici ai soldati confederati (gli stati del sud nella guerra di secessione americana), le collanine d’oro simbolo dei rapper e della cultura dell’apparenza di molti giovani afroamericani, la donna seduta nella scena finale (quella qua sopra) che ricorda la Statua della Libertà, la critica alla cultura americana (brutale e che senza più arte e contestazione vera), ecc ecc

 

In conclusione

fine

Finisce così questo capolavoro.

Riprendendo l’espressione del film candidato agli oscar “Get out”. (non ho avuto occasione di vederlo, quindi evito di farvi un commento di questo parallelismo)

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Come avete visto i temi sono stati tantissimi, dalla segregazione razziale, alla violenza, alle armi, la critica alla società attuale, ecc

Vorrei tanto scrivere un bel finale, con un qualcosa di moralmente alto, ma sinceramente non credo di saper aggiungere altro.

Forse una cosa.

Riguardatevi il video con altri occhi.

E ditemi adesso se non è un capolavoro.

 

 

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